Roero: una biodiversità unica

Quando c’era il mare

Quando c’era il mare

Tra 5 e 2 milioni di anni fa, durante il Pliocene, anche nel Roero c’era il mare. I suoi terreni si sono formati per sedimentazione di detriti nel fondale marino e ancora oggi, tra le nostre vigne, si possono trovare conchiglie e resti fossili di balenottere e animali marini. Il mare del Pliocene ha lasciato in eredità una grande ricchezza geologica, incidendo sulle tipologie del suolo: marne calcaree che si differenziano a seconda dell’era geologica. Tutti i terreni sono molto adatti alla coltivazione della vite.

Il valore della biodiversità

Il valore della biodiversità

Vigne, ma anche boschi, campi, noccioleti, prati: tutto questo è Roero. Viviamo in un territorio dove il valore della biodiversità è una ricchezza unica. I nostri boschi custodiscono alberi pregiati, fiori e rare specie di orchidee selvatiche. Sono la “casa” di tanti animali selvatici: caprioli, volpi, scoiattoli, tassi, ricci, gufi e numerose altre varietà di uccelli. I boschi roerini sono anche conosciuti per la raccolta del tuber magnatum pico, il tartufo bianco d’Alba, fungo sotterraneo profumato e ricercatissimo in tutto il mondo.

L’Unesco e il nostro “Patrimonio Umano”

L’Unesco e il nostro “Patrimonio Umano”

Da giugno 2014, i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato sono entrati nel Patrimonio dell’Umanità Unesco. Un riconoscimento alla bellezza del paesaggio collinare puntellato di vigne, torri medievali, chiesette romaniche, castelli. Ma non solo. L’Unesco ha riconosciuto il valore di “paesaggio culturale”, risultato dell’azione combinata della natura e del lavoro sapiente di uomini e donne che nei secoli, hanno preservato le colline coltivando la vite e producendo vino. Per questo a noi piace parlare di “patrimonio umano”.

Il Territorio